Da me a te. Il Viaggio della Coppia

Il senso delle relazioni intime è la ricerca della verità.

E come dice la Zurhorst nel suo libro “La coppia che funziona”, “Non importa chi sposiate. Tanto incontrate sempre voi stessi”. A differenza di quanto si creda all’inizio di ogni rapporto d’amore, l’altro – piuttosto che incarnare il principe azzurro – rappresenta sempre e solo lo schermo sul quale proiettare le nostre esigenze non appagate, la nostra capacità di amare, i blocchi interiori e le proprie ferite, la profonda scissione interiore tra desideri e paure presente in ciascuno di noi.

La relazione è lo specchio che riflette le fragilità, le paure e i limiti che ognuno di noi possiede.

Ed è uno dei luoghi più straordinari e importanti per la crescita personale. Si tratta di un vero e proprio viaggio. Un viaggio lungo, diviso in tappe, ognuna delle quali presenta un determinato compito da affrontare.

Può sembrare un paradosso, ma è proprio quando la “follia” dell’innamoramento svanisce e inizia ciò che gli studiosi chiamano “la crisi”, che ha inizio la vera “avventura della coppia”. Il momento in cui le due persone hanno la possibilità di incontrarsi nella loro verità, dove può esserci accettazione, dedizione e amore. Proprio là dove sembra che tutto finisca, invece è possibile che tutto inizi davvero.

Si tratta di una fase molto complessa, difficile, profonda. Emergono vecchie ferite e cicatrici, le maschere iniziano a cadere, le carenze e le debolezze reciproche fanno capolino, la delusione inizia a presentarsi. Spesso eccitazione, passione, desiderio e gioia lasciano il posto ad abitudine, malinconia, rassegnazione e rancore. Uno degli errori più comuni all’interno di una relazione è quello di cercare l’intimità nel posto sbagliato. La si confonde con l’accettazione, la conferma, la reciprocità e la vicinanza. Quando l’intimità è – per così dire – semplicemente la profonda esperienza “io-tu”. Un luogo dove ci si rende consapevoli del fatto che si è separati dall’altro anche se delle parti di sé vengono condivise, dove si impara a stare insieme e vicini mantenendo una differenziazione reciproca.

Secondo D. Schnarch, la differenziazione rappresenta il più grande atto di amore verso se stessi e verso coloro che si amano; è “la capacità di mantenere il proprio senso del Sé quando si è emotivamente e/o fisicamente vicini agli altri, soprattutto quando questi diventano sempre più importanti nella propria vita.”

Anche A. Lowen fa riferimento all’importanza della differenziazione per una vita salutare e ricca di energia e nutrimento. Ma a differenza di D. Schnarch, per arrivare al concetto di “differenziazione”, A. Lowen parte da quello di “grounding”, un concetto chiave per l’Analisi Bioenergetica.

Il concetto di “grounding” fa riferimento al collegamento energetico che un individuo ha con la terra. Si tratta di una vera e propria “messa a terra” energetica, che permette all’individuo di sentire, caricarsi e infine di scaricare a terra, affinché  non si trovi schiacciato, invaso o sovra-stimolato dall’energia presente. Sulla base di ciò, Lowen paragona gli esseri umani agli alberi, dove ad un’estremità sono radicati al suolo attraverso le radici, mentre all’altra estremità sono protesi verso il cielo attraverso la chioma. E tanto più è possibile protendersi verso l’alto e verso l’esterno, tanto più devono essere forti le proprie radici. Questo meccanismo direttamente proporzionale tra la capacità di entrare in contatto con l’esterno e la capacità di stare sulle proprie gambe e sui propri piedi, fa da terreno su cui costruire e sviluppare la differenziazione.

La qualità del “grounding” di una persona indica il tipo di legame che essa ha con la realtà, interna ed esterna. Stabilisce quanto il soggetto abbia consapevolezza di chi è e di dove si trova, in riferimento al corpo, alla sessualità, alle persone con cui entra in relazione.

Dunque, si può dire che quando una relazione sperimenta la cosiddetta crisi, si trova difronte ad un “salto nel buio”. Da una parte c’è la spinta a restare chiusi nella propria posizione per paura di essere feriti, abbandonati, umiliati, ecc… ; dall’altra invece è presente il desiderio e la voglia di arrendersi al proprio corpo, abbandonare la sfida e la lotta contro l’altro per aprirsi alle proprie emozioni e sensazioni interne, senza tuttavia avere alcuna garanzia. Un vero e proprio salto nel buio, dove però troviamo i nostri piedi e le nostre gambe a darci la sicurezza, il sostegno, la fiducia e l’energia necessari per sentire ed affermare il proprio Sé, e muoverci nella direzione che più ci dona piacere, benessere e salute.

In questo l’Analisi Bioenergetica si propone di far sì che ognuno possa vedere e relazionarsi con l’altro partendo da se stesso, creando una pulsazione flessibile fra l’andare verso e il distanziarsi, e rompendo gli schemi distruttivi che incollano la coppia cercando di liberare le energie verso obiettivi costruttivi.

 

 

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